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30 luglio 2009
Il comitato piacentino conclude la sua esistenza

Concluso lo svolgimento del referendum elettorale il Comitato Piacentino conclude la sua esistenza

Con il voto del 21 e 22 giugno si è conclusa la vicenda del referendum elettorale. L’abnorme svolgimento dell’ istituto costituzionale, è da addebitarsi a istituzioni alle quali sono demandati atti (dovuti) volti all’attuazione della procedura, i cui adempimenti sono stati il frutto di una inequivocabile volontà di contrasto politico alle finalità dei promotori. L’esito del referendum sulla legge elettorale, analogo agli esiti di tutti i referendum promossi negli ultimi quindici anni, è la palese definitiva dimostrazione della esaurita sua fruizione. Almeno sino a quando l’istituto del referendum non sarà stato sottoposto a revisione. Una revisione che impedisca il protrarsi della scandalosa pratica della invocazione, tramite l’uso improprio degli strumenti a disposizione compresa la informazione ai cittadini, alla diserzione dal voto. Ma non ci si illuda che coloro i quali hanno abbattuto l’unico strumento di democrazia diretta, vogliano revisionarlo. Come si dovrebbe fare, per ripristinare le regole democratiche oggi eluse: fare seguire a un dibattito pubblico sui pro e i contro l’argomento sottoposto a referendum da un comitato promotore, la regola secondo la quale chi prende più voti vince. Con il referendum anche il Comitato Piacentino per la riforma della legge elettorale conclude la sua esistenza. Con autentico spirito repubblicano e avendo a riferimento la Costituzione, il Comitato ha combattuto una battaglia per cambiare la politica e rinnovare le istituzioni del Paese. Uno scopo al quale il Comitato ha attribuito un rilevantissimo interesse pubblico, propedeutico al buon funzionamento delle istituzioni e del sistema democratico complessivamente inteso. Uno scopo che il Comitato ha potuto condividere con il Sì di 34.094 cittadine e cittadini della provincia di Piacenza, ai quali inviamo il più sentito ringraziamento.

Comitato Piacentino per la riforma della legge elettorale


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23 giugno 2009
Esito del voto dei referendum elettorali del 21 e 22 giugno 2009

DICHIARAZIONE DI CESARE MORI
Del Comitato Piacentino per la riforma della legge elettorale
“Il corpo elettorale ha rinunciato ad esprimersi, non partecipando al voto in misura sufficiente a raggiungere il quorum. Coloro che hanno votato si sono divisi tra l’80 per cento di Sì e il 20 per cento di NO. La confermata pratica all’incitamento alla diserzione del voto da parte di chi di volta in volta vuole appropriarsi della quota in forte crescita di non votanti ha scardinato l’istituto del referendum, privando i cittadini dell’unico strumento di democrazia diretta a loro disposizione. Con le liste bloccate il referendum. Gli spazi di partecipazione dei cittadini alla vita democratica della Repubblica si vanno inesorabilmente esaurendo. I tempi e i modi di svolgimento stesso del referendum elettorale sono la rappresentazione della soppressione di questo istituto costituzionale. Dalla promozione al voto del referendum popolare sono stati fatti trascorrere due anni. Al via libera della Corte Costituzionale al referendum, si fecero succedere la crisi di Governo e la fine anticipata della legislatura, evitando di fissare la data del voto popolare. Senza la data del referendum, la legge avrebbe imposto lo slittamento di un anno del referendum e le elezioni anticipate con la legge “Porcata”. Più recentemente, la gestione delle procedure istituzionali del governo che porta la responsabilità primaria di avere varata una legge elettorale che ha prodotto un Parlamento di nominati, è stata scandalosamente votata alla limitazione della partecipazione dei cittadini. Basti pensare al mancato abbinamento del referendum elle elezioni europee del 6 e 7 giugno e la sua collocazione in estate e a scuole chiuse. Questo deprecabile comportamento ha coinciso con un uso improprio delle prerogative istituzionali di coloro che al momento si trovano a rappresentare le istituzioni della repubblica coinvolte nella procedura referendaria. Godendo, peraltro, della più o meno tacita solidarietà della variegata e multiforme rappresentazione di partitini interessati alla conservazione di sé medesimi. L’esito della consultazione referendaria, al quale si deve rispetto, non lascia inalterata una situazione connaturata da un profondo e crescente malessere tra i cittadini e la rappresentanza politica, ma la consolida. Il grido di vittoria della Lega né è la dimostrazione. Il referendum è stato lo strumento tramite il quale il comitato e gli oltre 820.000 cittadini, fra i quali più di 7.000 piacentini, hanno inteso recuperare il peso specifico del diritto di voto degli elettori di molto affievolito. Questa era ed è la via tramite la quale i cittadini possano determinare il rinnovamento dei gruppi dirigenti della “rappresentanza” politica e del sistema politico da tutte le parti giudicato non appropriato. L’esito del referendum assegna, purtroppo, a coloro che resistono all’ansia di cambiamento dei cittadini nelle loro posizioni, protetti da fortificazioni normative di cui si sono dotati, un punto a loro favore. Ma della “transizione infinita” di un a Italia che non riesce a trovare la sua strada, il cittadino consapevole tornerà a porsi il rovello.”
Sarmato, 22 giugno 2009


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18 giugno 2009
SIAMO A POCHE ORE DALL'APERTURA DEI SEGGI
Per ogni evenienza attinente il referendum i cittadini possono comunicare con il Comitato Piacentino del referendum elettorale tramite mail: referendum.elettorale2008@gmail.com ; o tramite telefono: 0523 887138.
I cittadini firmatari del referendum e coloro che lo sostengono, sono invitati a rendersi disponibili a fare i rappresentanti del referendum nei seggi del proprio luogo, comunicando in tal senso con il Comitato.”
Cesare Mori

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15 giugno 2009
Guzzetta: blitz anti-referendum di Maroni

«Siamo noi a non sentirci per nulla sicuri in un Paese nel quale il ministro dell'Interno, in una manifestazione del suo partito, lancia delle intimidazioni nei confronti dei presidenti di seggio, che sono peraltro gli unici componenti che vengono nominati dai presidenti delle Corti d'appello e non dai politici stessi, come invece avviene per tutti gli altri scrutatori». Così il presidente del comitato promotore dei Referendum Giovanni Guzzetta risponde alle affermazioni del ministro dell'Interno Maroni che a Pontida ha preannunciato la sua strategia sul referendum e ha parlato di presidenti dei seggi che «fanno i furbi».
«Maroni - chiede Guzzetta - non si comporti dunque come il ministro di una repubblica delle banane: il ministro dell'Interno deve tacere, ed agire soltanto attraverso atti ufficiali, come ad esempio le circolari. Si tratta di quegli stessi atti che noi gli chiedevamo quando ci rifiutava l'election day anche per il referendum, adducendo già allora la ragione che gli italiani non sarebbero stati in grado di comprendere e si sarebbero confusi». «Mi chiedo se in questo Paese - osserva Guzzetta - ci sia ancora qualcuno che crede nella legalità e se tutti siano in pieno sonno della ragione, e pensino che sia giusto che un politico, soprattutto se fa il Ministro dell'Interno, debba strumentalizzare le posizioni istituzionali che ricopre».


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15 giugno 2009
Tribune referendarie in televisione

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12 giugno 2009
Tavoli referendari Domenica 14 Giugno

Il Comitato piacentino del referendum elettorale comunica che Domenica 14 giugno, il Tavolo del referendum elettorale con materiale informativo e ogni utile informazione inerente il voto di ciascuno dei tre quesiti del referendum, sarà dalle 9 alle 12 a disposizione dei cittadini, nelle seguenti località:
Ø Fiorenzuola, via Liberazione – Largo Taverna, ore 9-12
Ø Castelsangiovanni, Corso Matteotti angolo Piazza XX Settembre, ore 9-12
Ø Carpaneto, Piazza XX Settembre, ore 9-12
Ø Monticelli, via Martitri della Libertà, angolo via Manzoni, ore 9-12
Ø Borgonovo, via Roma accanto l’edicola, ore 9-12


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12 giugno 2009
Gianfranco Fini: votare sì per non essere ostaggi

 ROMA - Ci sono dieci buoni ragioni per votare sì al referendum e un rischio, anzi una certezza, se non saranno seguite: diventare ostaggi di chi mira solo a salvare "la propria bottega". Torna a darsi sentire Ffwebmagazine, il periodico online della fondazione FareFuturo presieduta da Gianfranco Fini. La stessa che aveva aperto la questione veline in politica, la stessa che, da tempo, rappresenta una spina nel fianco del Pdl. Stavolta il tema è il referendum elettorale del 21 giugno. Inviso alla Lega, abbandonato da Berlusconi, sostenuto convintamente da Fini.
"I due grandi partiti italiani - scrive Sofia Ventura - sono destinati a essere ostaggio di due formazioni che ne estremizzano le politiche, i programmi e i toni". Ovvero Lega da una parte e IdV dall'altra. Se invece passasse il referendum i grandi partiti, Pd e Pdl, sarebbero in grado di governare da soli. "Tenere in vita tante 'botteghe' serve solo gli interessi particolari di chi le conduce e porta a marcare ed estremizzare le differenze al solo fine di rendersi riconoscibili agli occhi degli elettori" si legge nell'editoriale.
E non serve paventare il rischio che, una legge elettorale basata sue due grandi blocchi contrapposti, porterebbe una concentrazione di potere nelle mani di Berlusconi maggiore dell'odierna. "Con il nuovo sistema, la prospettiva per il pdl sarebbe quella di un grande contenitore, magari caratterizzato da solidi patti federativi necessariamente più plurale e democratico" scrive FareFuturo.
Si voti "sì", dunque, per mettere nel casseto l'ormai famigerato 'porcellum' (la riforma Calderoli): "Solo nuove regole, come quelle che possono scaturire dal referendum abrogativo, garantiscono il consolidamento dell'attuale bipolarismo basato su pochi partiti: le regole attuali non impedirebbero il ritorno a una frammentazione estrema e a coalizioni rissose ed eterogenee".
(Repubblica.it 12 giugno 2009)


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10 giugno 2009
MARIO SEGNI a PIACENZA

 Il Comitato Piacentino del Referendum elettorale comunica che, nell’ambito della campagna a sostegno del Sì, Sabato 13 Giugno Mario Segni sarà a Piacenza alle ore 11 in piazzetta dei Mercanti.


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